Vicolo nel centro storico di Calangianus con edifici in pietra
Centro storico di Calangianus · foto: Calangianese nel cuore · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il tappo di una bottiglia nasce dalla corteccia di una quercia, e in Gallura c'è un paese che di quella corteccia ha fatto la propria identità. Calangianus è il centro sardo più legato alla lavorazione del sughero, e merita una giornata intera. Da Olbia si arriva in auto in circa 40 minuti.

Perché Calangianus è il paese del sughero

La produzione di sughero ha reso Calangianus uno dei centri più ricchi della Sardegna. Dal 1979 il paese figura tra i cento Comuni più industrializzati d'Italia, un dato non scontato per un borgo di montagna della Gallura più interna.

Il paese si trova a 500 metri di altitudine, in una conca protetta da rilievi granitici e boscosi del massiccio del Limbara. Il clima e il paesaggio sono diversi da quelli della costa: più aria fresca, più ombra, più bosco. Per chi passa le giornate al mare, è un cambio di scena che si nota subito.

Il centro storico: granito, case in pietra e chiese

Le strade del centro storico sono lastricate di granito e le case in pietra si dispongono attorno alla parrocchiale di Santa Giusta, che ha una facciata in granito del XIV secolo. Conviene camminare senza fretta, perché il paese si capisce soprattutto a piedi.

Alla chiesa è legato il museo diocesano d'Arte sacra, ricavato nell'oratorio di Nostra Signora del Rosario. Raccoglie pezzi preziosi del XVI e del XVIII secolo, in gran parte oggetti liturgici. Nel nucleo più antico sorge poi la chiesetta di Sant'Anna (1665), anch'essa in granito, dove si conserva un dipinto ottocentesco che raffigura la santa.

In campagna spiccano le chiese di Santa Caterina e di San Leonardo, quest'ultima risalente al 1623. Sono tappe facili da inserire se avete l'auto e un po' di tempo.

Il museo del sughero nell'ex convento

In periferia sorge la chiesa di Santa Maria degli Angeli. Alle sue spalle c'è il convento dei cappuccini, costruito nel 1705 e soppresso nel 1866, che oggi ospita il museo del sughero. È la visita giusta per capire che cosa c'è dietro un tappo: il museo racconta la tradizione del paese con antichi macchinari e oggetti realizzati in sughero.

Orari di apertura e costo dell'ingresso non sono indicati nelle fonti ufficiali che abbiamo consultato: prima di partire controllateli sul portale ufficiale del turismo in Sardegna o presso il Comune. Lo stesso vale per eventuali manifestazioni legate al sughero: le date cambiano e vanno verificate di volta in volta.

Nei boschi: sugherete, fonte Sigara e tombe di Giganti

Il territorio comunale è fatto di foreste di leccio, conifere e macchia mediterranea. Spicca la vallata del rio santu Paulu, parte del parco del Limbara, con percorsi da fare a piedi e in bici. Se avete in programma anche la montagna, abbiamo raccontato il Monte Limbara e il bosco delle sequoie di Vallicciola.

  • Fonte Sigara: ai margini dell'abitato, su un colle, è meta di passeggiate tra boschi e panorami ampi.
  • Santuario di San Sebastiano martire: settecentesco, si trova tra le sugherete del parco omonimo.
  • Tombe di Giganti di Pascareddha: in località Badu Mela, alle falde settentrionali del monte di Deu, nei boschi di sughere vicino al paese. Il monumento appartiene al Bronzo medio-recente (1700-1400 a.C.).

Le tombe di Pascareddha sono un buon motivo per unire natura e archeologia nello stesso giorno. Per un quadro più ampio sui monumenti del territorio c'è l'articolo sulle tombe dei giganti e i nuraghi attorno a Olbia.

Come organizzare la giornata partendo da Olbia

Con l'auto il percorso è semplice: circa 40 minuti da Olbia, con la salita finale verso la conca di Calangianus. Una proposta di ritmo: mattina nel centro storico e al museo del sughero, pranzo in paese, pomeriggio tra Pascareddha, fonte Sigara o un tratto di sentiero nel parco. Per i collegamenti senza auto, informatevi in anticipo su orari e corse, perché non possiamo darvi indicazioni certe.

Se cercate una base a Olbia, Domo Ulleri è un affittacamere con quattro camere, tutte con bagno privato, a 280 metri dalla stazione ferroviaria. Da lì potete scegliere con calma se dedicare un giorno alla Gallura interna e uno al mare.

Consiglio pratico: portate una giacca leggera anche in estate e scarpe adatte a sentieri sterrati. A 500 metri, tra boschi e granito, le temperature sono diverse da quelle di Olbia. Prima di partire verificate orari e aperture di museo e chiese.

Da Olbia ai boschi di Calangianus

Domo Ulleri è un affittacamere a Olbia, a 280 metri dalla stazione ferroviaria: una base comoda per dedicare una giornata a Calangianus e al suo sughero.